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Giocarsi i Coin Flip

di CrySis IP, 21.03.2009, 1479 visite, 41 commenti | Aggiungi commento

Il poker, oltre ad essere un gioco dove le informazioni contano tantissimo, è un gioco dove ogni scelta può produrre un risultato diverso sulla conduzione della mano. A furia di fare delle scelte, giuste o sbagliate che esse siano, vinciamo o perdiamo piatti che possono influenzare l’andamento del nostro gioco e talvolta anche quello del nostro portafoglio.
Una delle scelte sicuramente più ardue da prendere durante una sessione di gioco o torneo è quella di giocarsi un "coin flip", ovvero giocarsi tutto il proprio stack preflop con la speranza che la propria starting hands sia migliore di quella dell’avversario, e che regga fino alla fine!

Di sicuro i "coin flip" sono tra quelle giocate che ritengo sempre a -EV, cioè a valore stimato negativo, poichè giocando preflop annulliamo in un solo istante tutte le nostre abilità che durante l’andamento post flop del colpo potrebbero vederci vincitori con pochi problemi. In altri termini buttiamo nel dimenticatoio tutto quello che abbiamo appreso e studiato per portare a termine un colpo da vincitori e decidiamo di giocarci tutto realmente lanciando in aria una moneta. E si, perchè anche una premium hands come preflop non ci da assolutamente la certezza matematica di uscire vincenti dal colpo ma solo l’80% circa (valore che oscilla in positivo o negativo di poco a seconda della starting hand dell’avversario).

Non parliamo poi del più classico dei coin flip che almeno una volta nella vita tutti noi ci siamo trovati a giocare, ovvero contro . Anche qui la coppia di donne parte leggermente favorita contro AK ma è un vantaggio facilmente colmabile e che spesso e volentieri si stravolge non appena il flop viene girato condannando, a volte l’uno a volte l’altro giocatore, ad un’uscita forse prematura dalla sessione di gioco. Ovviamente il tutto cambia se la mano viene condotta senza andare All In preflop: in caso di A o K sul board il giocatore con la coppia di donne sarà costretto senz’altro a tirare il freno a mano ed a rallentare l’azione di gioco optando per lo più a condurre la mano allo showdown senza un’ulteriore dispersione di chips. Allo stesso modo il giocatore con la big slick (AK in gergo è anche chiamata Big Slick) se non troverà carte favorevoli per il miglioramento della propria mano probabilmente opterà per un fold su una qualsiasi puntata avversaria, risparmiando non poche chips che più avanti potrebbero realmente tornargli utili.

Giocare un coin flip può tuttavia rivelarsi una scelta vincente quando il nostro stack è stato duramente compromesso da mani particolarmente sfortunate. Quando siamo in condizioni di short stack andare All In preflop, e quindi con molta probabilità, a giocarci un coin flip con l’avversario in caso di una sua chiamata potrebbe rimetterci in corsa nell’andamento del torneo; in caso in cui l’avversario abbandoni la mano otterremmo le puntate di buio e le altre eventuali puntate con poco sforzo, invece, in caso di call dell’avversario dovremmo investire relativamente poco per la speranza di rimetterci in gioco.

Tanti giocatori professionisti hanno fatto di questa lezione vero e proprio tesoro preferendo, ove sia possibile, di evitare al massimo i coin flip. Ne è un ottimo esempio il nostro Luca Pagano, il quale il 90% delle volte preferisce abbandonare starting hands di classe 1 e 2 ( AK, AQ, coppie medie o alte e simili)  quando lo vedono coinvolto in forte azione preflop.
Tanto più che quando è costretto ad andare in coin flip viene puntualmente battuto dal barbaro di turno come nel caso dell’ultima tappa EPT svoltasi a  Dortmund, dove il nostro Luca è uscito mandando i resti preflop con contro dell’avversario. La coppia di sette del nostro connazionale aveva oltre il 55% di probabilità di uscire vincente dal colpo ma un 9 al turn hanno decretato la sua uscita in 6° posizione del tavolo finale.
A ragion veduta e con gli stack dei due pari (circa 800.000 chips ognuno) la scelta di Luca di andare All In preflop è stata senza dubbio corretta poichè in caso di fold dell’avversario gli avrebbe permesso di rubare i bui incrementando ulteriormente il proprio stack ed in caso di chiamata l’avrebbe visto partire in vantaggio nel colpo.

In conclusione possiamo dire che giocarsi un coin flip significa affidarsi completamente alla fortuna per la buona riuscita del colpo laddove invece cerchiamo di isolare la componente aleatoria con lo studio dell’avversario e la raccolta di informazioni sul gioco adottato. Evitiamo quindi di affidarci completamente al caso e cerchiamo piuttosto di sfruttare le debolezze avversarie per uscire vincenti dalle sessioni di gioco.

Fabio "CrySis" Bilotta

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