Controllare il piatto per controllare il gioco
di CrySis IP,
19.07.2009,
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Tante volte mentre giochiamo ci lasciamo trasportare dalle giocate altrui invece di impostare noi il gioco. Spesso lo si vede proprio in relazione all’ammontare dei piatti giocati, dove con punti bassi gonfiamo eccessivamente il piatto magari con l’intenzione di difendere quel poco che abbiamo in mano. Così facendo, spesso e volentieri, non si fa altro che ingolosire l’avversario a giocarlo quel piatto piuttosto che no, ed in men che non si dica tutte le nostre chips sono a centro tavola mentre in mano abbiamo solo una coppia. Niente di più sbagliato nell’approccio di gioco di un torneo, qualunque esso sia.
Uno degli aspetti più critici per sopravvivere e per guadagnare il giusto minimizzando i rischi in un torneo, è imparare a controllare le dimensioni del piatto nel quale si sta giocando. In breve, la regola dovrebbe essere questa: "giocare piatti grossi quando si hanno mani forti e, al contrario, giocare piatti piccoli quando si hanno mani deboli". Per poter ottenere quanto sopra esposto il giocatore dovrà prestare la massima attenzione a due elementi fondamentali durante lo svolgimento della partita: lo stile di gioco degli avversari ed il flop.
Prima di iniziare a gettare chips nel piatto, bisognerebbe identificare i tipi di giocatori che potrebbero essere coinvolti nella mano. Se sei ad un tavolo loose, dove i tuoi avversari entrano spesso nel piatto, dovresti giocare piatti più piccoli a meno che tu non sia sicuro di essere molto sopra o di avere il nuts.
Facciamo un piccolo esempio per chiarire meglio il concetto: in middle position peschiamo
e decidiamo per un rilancio preflop per eliminare qualche concorrente dal piatto. Un giocatore in late position, già coinvolto in molte mani, chiama il rilancio. Al flop arrivano
, e siamo i primi a parlare. In questo caso è necessario stare molto attenti nel puntare poichè un giocatore loose-aggressive sta per metterci alla prova. Io consiglierei di fare ceck-call o check-raise piuttosto che espormi con una continuation bet e dare così all’avversario la possibilità di contro-rilanciare o, forse, semplicemente di chiamare con l’intenzione di spingerci ad uscire dalla mano in un secondo momento, facendo una grossa puntata che non potremo chiamare se una scary card scende al turn o al river. Se uscissimo con una continuation bet faremmo l’errore grossolano di gonfiare il piatto eccessivamente con un punto ancora molto basso su un flop con possibilità di scale e colore. Meglio cercare di controllare la mano il più possibile e condurla a termine spendendo relativamente poco. Poi, nel caso dovessimo centrare il set allora potremo cambiare marcia e cercare di aggiudicarci un piatto ben più cospicuo.Avere la giusta posizione, cioè parlare dopo gli avversari, rende molto più facile il controllo del piatto, perché saremo noi a decidere se chiamare o contro-rilanciare le loro puntate iniziali. E, nel caso in cui l’avversario decidesse per l’All In, allora potremo ritirarci dalla mano ed aver perso relativamente poco se paragonato a quanto ci sarebbe costata la mano una volta arrivati fino in fondo.
Se, invece, stiamo affrontando dei giocatori tight in questa identica situazione, potremo fare una continuation bet al flop anche se stiamo giocando fuori posizione perché molto probabilmente l’avversario non farà alcuna mossa contro di noi se in mano non ha un punto forte o un grosso progetto. Se alla nostra puntata segue un rilancio o un call, allora possiamo essere certi che hanno un punto forte, come per esempio una doppia coppia, un set o un buon tentativo di scala o colore. La nostra priorità quindi sarà di controllare il piatto a stare basso, ed in caso di scary card tra turn e river e successive puntate avversarie dovremmo limitarci al call piuttosto che ad eventuali raise che finirebbero per farci unicamente sprecare chips se l’avversario chiude o migliora nei nostri confronti.
L’altro fattore da considerare quando stiamo puntando è la composizione del flop. Le carte sul board sono suited, ci sono coppie? Ci possono essere dei potenziali tentativi di scala connessi al board di cui dover tenere conto? Anche se siamo sicuri che la nostra mano sia avanti dopo il flop prendetevi un pò di tempo per studiare il board prima di agire. Pensate a quali mani potrebbe eventualmente battere la nostra, e poi proviamo a capire se qualcuno degli avversari possa avere carte tali da indurlo a chiamare la nostra puntata.
Poniamo di avere la migliore starting hand possibile ovvero
ed al flop scendono
. Probabilmente siamo avanti ma un avversario furbo potrebbe facilmente metterci in una difficile situazione facendo check-raise alla nostra continuation bet. Se pensiamo che le carte del nostro avversario siano legate al flop o che sia in un tentativo di draw, dovremmo cercare di tenere il piatto basso giocando in modo passivo e lasciare puntare lui. Se dovesse arrivare la scala o il colore possiamo uscire dalla mano senza perdere troppo ed aspettare un momento migliore. Se, invece, il flop è più scoordinato – qualcosa del tipo
– possiamo puntare senza alcuna riserva e provare a gonfiare il piatto il più possibile.
Questi sono tutti concetti che il tempo e l’esperienza rendono più facili da assimilare. La prossima volta che giocate ricordate di mantenere sempre lo sguardo vigile sugli avversari e sul flop, e di sviluppare in fretta la capacità di riconoscere le diverse situazioni. Più importante ancora, cercate di capire quando puntare o fare check. Provate a fare il possibile per controllare le dimensioni del piatto e ricordate sempre che con coppia e doppia coppia dovreste cercare di tenere basso il piatto dato che è relativamente facile imbattersi in un punto migliore del nostro.
Fabio "CrySis" Bilotta



