Turbo o Normali: giochiamoli entrambi
di CrySis IP,
31.01.2010,
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Giocare un torneo, alcune volte, può essere davvero frustrante se per molti livelli le carte non vi consentono di giocare. Come abbiamo sempre detto però il poker non è un gioco di sole carte, anzi!
Le armi nel vostro arsenale di giocatore sono tante e tali da poter riportare la partita dalla vostra parte anche senza che il board vi regali qualcosa di buono ogni volta. Può sembrare azzardato il dire di giocare più spesso sull’avversario che sulle proprie carte ma questo riuscirà un minimo a farvi staccare dall’idea del giocare necessariamente con "le carte in mano" e farà in modo di farvi concentrare sui tantissimi aspetti del gioco non legati alle vostre starting hands ma alle altre capacità che necessitano per essere un buon giocatore.
Partiamo rapidamente con differenziare i tipi di torneo, per semplicità riportiamo solo i tornei con livelli turbo e quelli con livelli più normali. La dotazione di chips iniziale è sicuramente fondamentale ma l’approccio di gioco al tavolo è fondamentalmente diverso per i due tipi di torneo. Per i turbo, dove i livelli aumentano molto velocemente, dovrete necessariamente utilizzare uno stile più "loose" e cercare di vedere più flop possibili a poco prezzo. Nei primi livelli è necessario accumulare più chips possibili quindi datevi da fare e giocate ogni starting hands che possa permettervi di raggiungere lo scopo. Ottime a far ciò sono i suited connectors e le monster pair. Aggredire non appena abbiamo punto è fondamentale per portare a casa più chips che si può. Inoltre, io considero ogni mano che decido di giocare come se fosse sempre l’ultima del torneo ovvero: "se decido di giocare devo anche essere disposto ad andare All In con tutte le mie chips", se non siete disposti a far ciò foldate la mano ed aspettate momenti migliori ma attenzione che i minuti passano ed in pochissimo tempo vi ritroverete alla fase push/fold senza neanche accorgervene.
Il middle stage del torneo è una fase critica, qui dovreste cercare azione solo quando siete in possibilità di un double-up. In questa fase le chips che perdete sono più importanti di quelle che vincete ed allo scopo facciamo un piccolo esempio per chiarire meglio il concetto.
Siamo al tavolo da chip leader, con stack di 100K chips, bui 500/1000 ante 125 e siamo in late position con
. Un giocatore da middle position e con stack di circa 50.000 apre il gioco rilanciando a 3.000, noi in tutta risposta facciamo re-raise fino a 10.000 e lui istanteamente ci spara il suo All In. E fermiamoci qui per analizzare il tutto.
Dal punto di vista matematico sarebbe corretto giocare questa mano, il piatto è ormai bello pieno e noi abbiamo già investito 10k chips. Ma ipotizziamo per un momento le mani che potrebbe avere l’avversario sapendo che è un giocatore molto tight e che non disdegna i coin flip. Poche volte ha mandato la vasca e quando lo ha fatto era sempre con una coppia in mano. Restringendo al massimo il suo range potremmo fargli in mano AK o una coppia da 88 a salire. In questo caso il nostro
parte in leggero svantaggio contro queste possibili mani (siamo sotto un treno in caso di KK o AA dell’avversario) e solo in caso di AK del nostro opponent potremmo cercare lo split. Dov’è il guadagno allora?
Il fold in questo caso è la mossa più corretta nonostante la matematica del gioco ci dica il contrario ed ora vi faccio ragionare sul perchè. Aggiungere i 50k dello stack avversario al nostro non cambierebbe molto la situazione al tavolo invece perderne 50k in questo coin flip significherebbe per noi giocare non più da chip leader ma con uno stack medio. Inoltre, perdere questo coin flip vorrebbe dire perdere il 50% del proprio stack, vincerlo aumenterebbe il nostro stack del solo 33%. Meglio optare per il fold e lasciar perdere la matematica per qualche istante!
La fase finale del torneo sarà invece una continua analisi della mano in corso. Se partiamo da chip leader il nostro scopo sarà mettere più pressione possibile agli avversari costringendoli a giocarsi il tutto per tutto contro di noi. I rilanci sarrano fatti in misura degli stack avversari piuttosto che in base alle odds o altro.
Di contro se partiamo più short il nostro obiettivo è quello di arrivare ad un double-up per rimetterci in corsa quindi l’ICM risulta essere il cammino ideale. Ricordatevi sempre che i bui camminano veloci quindi non possiamo aspettare solo le mani buone per poter giocare e dovremo prenderci qualche rischio in più se vogliamo arrivare alla vittoria.
Per i tornei "normali" ovviamente le cose cambiano. I primi livelli saranno affrontati in maniera più tight della precedente ed è consigliabile giocare solo le starting hands che potranno facilmente portarci ad un double-up. I bui ora ci danno un po’ più di respiro e qui la pazienza diventa un’arma davvero efficace contro i nostri avversari.
Il middle-stage è la fase in cui dovrete svegliarvi e cominciare ad affondare le unghie su più piatti possibili uncontested, specialmente nell’azione pre-flop. Ora i bui iniziano ad essere una buona percentuale del vostro stack e dovrete iniziare a rubare il più possibile. Rilanciare sui bui diverse volte farà si che il vostro gioco diventi imprevedibile e sarete pagati bene quando avrete in mano qualcosa di veramente buono. Sicuramente qualche vostro raise andrà a vuoto perchè three-bettati oppure chiamati e non avrete legato nulla al flop. Nessun problema, il fold è vostro amico e le occasioni sono tante e tutto ciò che siete riusciti a portare a casa prima vi aiuterà a sopportare al meglio queste situazioni.
Giocate tight fino alla middle position ed aggredite con decisione quando siete in late. La regola è comunque sempre la stessa: se volete giocare la mano aprite come raiser e non con un limp.
Se avete un rilancio di prima di voi ed avete deciso di giocare la vostra mano poichè la ritenete davvero valida allora andate direttamente All In pre-flop. Qualsiasi re-raise che fareste in tali situazioni vi renderebbe "committed" ed il solo call non vi darebbe nessuna informazione di come siete messi. Inoltre, il semplice call porterebbe nella maggioranza dei casi il vostro avversario a parlare per primo e dopo un suo eventuale All In allora le difficoltà per voi sarebbero ben maggiori. Ad esempio: abbiamo
in mano e optiamo per il solo call sul rilancio del nostro avversario. Al flop appare una figura ed il nostro avversario va in continuation bet per 3/4 del piatto. Ecco che così facendo ci siamo davvero complicati la vita e dovremo optare per il fold nella maggioranza dei casi mentre, probabilmente, al nostro call ci ritroveremo con la mano peggiore in gioco.
La fase finale del torneo dipende come al solito dalla vostra dotazione di chips e segue le regole generali del gioco. Qui la differenza la genera l’esperienza del giocatore ed ognuno la interpreta in maniera diversa da ogni altro. C’è chi ama aggredire ad ogni mano e chi attende con pazienza la preda al varco. Insomma ce n’è per tutti i gusti.
Per oggi è davvero tutto e vi rimando alla prossima settimana.
Buon pro vi faccia e ci vediamo ai tavoli!
Fabio "CrySis" Bilotta






