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Concentriamoci sui Sit&Go – 2^ Parte

di CrySis IP, 01.03.2010, 1611 visite, 3 commenti | Aggiungi commento

Ed eccoci alla seconda parte di questo riassunto sui Sit&Go.
Come abbiamo già detto nella prima parte di questo articolo la strategia di gioco da adottare varia di volta in volta in relazione agli avversari che abbiamo di fronte. E’ inutile incaponirsi in maniera continua ad applicare sempre la stessa strategia. Essa sarà valida certamente contro alcuni ma sarà al contempo meno efficace contro altri.
In special modo per quanto riguarda la fase iniziale del Sit non esiste un’unico "modus operandi" piuttosto questo sarà dettato dal vostro modo di approcciarvi al tavolo e dai vari giocatori vostri avversari. Nella prima fase dove i bui sono molto bassi in relazione allo stack posseduto la propensione al call degli avversari vi permetterà di portare un gan numero di chips a casa nel qual caso leghiate un punto realmente forte. A tale scopo sono ottime da giocare tutte quelle starting hands che possono divenire scale e colori, ed ovviamente le coppie se legano un set o ancora meglio si trasformino in un full. Tali mani dovranno comunque essere giocate con l’accortezza di sempre. E’ inutile investire troppo in un piatto se dobbiamo inseguire una scala ad incastro, ed ancora, inutile inseguire progetti se la spesa che dobbiamo intraprendere è relativamente alta in relazione al nostro stack. Regoliamoci quindi di conseguenza e manipoliamo il piatto a restare basso finchè non avremo un punto adeguato in mano, una volta raggiunto questo obiettivo allora si potremo spingere sull’acceleratore.

Le cose iniziano a cambiare invece quando i bui iniziano a divenire importanti. La capacità di essere adattivi al tavolo è fondamentale. Qui dovremo ricorrere a tutte le nostre capacità di giocatori per incamerare il più alto numero di chips possibili. Rubare bui ed ante diviene quindi una necessità ed un pizzico di aggressività in più è consigliato. Non rimaniamo passivi e cerchiamo di imporre il nostro gioco agli avversari che abbiamo catalogato come deboli.
Se siamo short i nostri raise avrenno poca efficacia quindi meglio propendere per l’All In direttamente preflop piuttosto che essere chiamati e scoppiati poi. Cerchiamo laddove è possibile di lasciare agli avversari la scelta di rischiare o meno il call, noi comunque così facendo dimostreremo forza nella mano posseduta e stiamo comunicando a chiare lettere che con quella mano siamo in grado di combattere per il prosieguo del torneo. Non siate impazienti di cercare il recupero velocemente ma aspettate il momento opportuno per la zampata e soprattutto scegliete la vittima giusta. A tale scopo cerchiamo di evitare scontri diretti con chi possiede stack molto grandi poichè la loro propensione al call sarà giustificata dalla possibilità di buttare fuori un avversario mentre per altri la cosa invece non sarà giustificata dallo stack moderato posseduto.

Una volta scoppiata la bolla e giunti "in the money" sarà giunto il tempo di cercare guadagni veloci. Aggrediamo senza tregua gli stack più piccoli e  cerchiamo di ottenere chips laddove è possibile. L’ICM in questa fase è una delle strade da percorrere. Giunti alla fase "push or fold" non abbiate timore alcuno, la matematica è dalla vostra parte e con un pò di fortuna arriverete alla parte finale dell’agognato SNG ovvero l’heads up.
Questa fase può sembrare semplice da giocare dato che chiunque di voi sicuramente avrà giocato diversi heads up quantomeno come allenamento ma, a differenza dei tornei nativi in questa modalità, nel SNG le cose cambiano radicalmente poichè i vostri stack saranno decisamente poco proporzionati in relazione ai bui ormai molto alti.
In questa situazione rubare i bui è estremamente importante poichè essi contribuiranno velocemente ad un eventuale recupero. Ciò è possibile naturalmente contro un avversario poco aggressivo e se così non fosse?
La soluzione che vi rimane è l’All In preflop con tutte le mani che riteniate valide allo scopo. Di norma già da J7+ l’All In dovrebbe divenire cosa naturale semplicemente perchè mal che vada avrete sempre il 40% di concludere la mano positivamente. Ovviamente più la vostra mano sarà valida più avrete chance di battere l’avversario. Le cose cambiano se in mano però arriva una premium hands come QQ, KK, AA e simili. Qui attuare lo slowplay può essere più redditizio che non l’All In diretto. Se il vostro avversario ha la propensione di bettare facile adeguatevi a lui ed aspettate che mostri il fianco con le sue bet. Per far crescere il piatto il minimum raise diviene qui l’arma ottimale ma attenzione sempre a non farne un uso eccessivo. In caso di board pericoloso la difesa della mano deve essere immediata, se proprio dovete perdere tanto vale che lo facciate con dignità e se l’avversario deve scoppiarci allora è giusto che paghi caro l’intento.

Vediamo ora alcune situazioni che possono concorrere ad aiutarci durante le nostre avventure nei SNG e cominciamo con le "deception hands". Mani come 89s, TJs, etc. giocano davvero bene quando coinvolte in family pot. Se il costo per entrare nella mano non è esageratamente eccessivo un call ed uno studio approfondito del board è sicuramente utile, e vediamo come. In caso di board a noi favorevole, come ad esempio aperture di progetti di scale e colore, questo sarà l’ideale terreno dove trascinare gli avversari. Se essi propenderanno per puntare miscelate con cura i vostri raise o call affinchè la lettura su di voi divenga difficile. Ricordiamo che un semplice call su un board che presenta progetti di colore azionerà istintivamente i campanelli d’allarme nel cervello dei vostri avversari che si metteranno sulla difensiva immediata in caso una scary card appaia tra turn e river. Estrarre valore dalla mano sarà allora realmente difficile e solo nel qual caso il vostro avversario sia iper aggressivo potremo provare ad indurlo al bluff con puntate di bassa misura.
Nel caso opposto invece che il board non ci regali nulla ma che riteniamo sia poco concludente anche per il nostro avversario, ad esempio un board con sole carte basse, allora una three-bet sull’eventuale puntata del vostro avversario potrebbe fargli abbandonare velocemente la mano. Fate attenzione però alla possibilità che abbia potuto legare un set o che abbia in mano una over pair. Piuttosto facilmente, in special modo nella fase iniziale del SNG, gli avversari con coppie medio-piccole effettuano un limp piuttosto che rilanciare. Controllare il piatto sarà allora una reale necessità ed in caso di push il fold per noi deve divenire automatico.

Difendere le monster hands. Durante la fase iniziale del SNG difendere le nostre monster sarà di estrema necessità. Un raise 4X o superiori ben si presta al caso ed in caso di call avversario lo studio del board dovrà essere fatto con estrema cura. Qualora si presentino possibilità di progetti converrà allora mantenere il piatto basso. Puntare per tagliare le odds all’avversario spesso si traduce per l’opponent in un invito a rilanciare mandando la vasca forte della possibilità di batterci con un punto non ancora chiuso ma che ha buone probabilità di legare. Meglio tenere il piatto basso allora e limitare il più possibile i danni.
Ciò non vale però se parliamo della fase finale del SNG. Intrappolare l’avversario con una monster è una di quelle cose che più gonfiano il nostro ego di giocatore. Ora che i bui sono alti allora potremo con più facilità fare slowplay con la nostra premium hands. Spesso e volentieri una qualsiasi bet si trasformerà così in un induzione al bluff per l’avversario e nel qual caso l’opponent si limiterà solo al call allora tra turn e river la nostra aggressività dovrà crescere esponenzialmente allo scopo ultimo di far scommettere tutte le chips al nostro avversario. Come detto prima se deve proprio scoppiarci allora che paghi nel modo adeguato e noi siamo pronti a vendere molto cara la nostra pellaccia.
Buon pro vi faccia e alla prossima.

Fabio "CrySis" Bilotta

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