La Psicologia nel Poker: Il Tilt
di CrySis IP,
13.03.2010,
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Uno degli aspetti che rende il poker davvero affascinante è sicuramente l’aspetto psicologico. Mettere pressione all’avversario timoroso oppure aspettare al varco gli avversari iper-aggressive e lasciarli suicidare con le proprie mani quando si è in possesso di una monster hands sono due esempi di quello che è la psicologia nascosta dietro al gioco.
Tantissimi sottovalutano questo lato mentre per essere davvero dei giocatori vincenti vi ricordiamo che bisogna padroneggiare davvero tutti gli aspetti del gioco, in ogni sua variante.
Non è un caso che la maggior parte dei professionisti sulla piazza oltre ad essere degli esperti del gioco delle carte siano al contempo grandi esperti e conoscitori della psiche umana. Questa propensione del "leggere" l’uomo è sicuramente più predominante in alcuni piuttosto che in altri ma tutti possono affinare questa specialità con il tempo e lo studio.
Dopo aver parlato in lungo e largo dei diversi aspetti "strategici" del poker da questa settimana in poi vorrei occuparmi principalmente degli aspetti psicologici e la prima lezione ovviamente sarà tesa a dominare il fenomeno "Tilt".
Andiamo quindi ad iniziare e aspetto i vostri commenti per avere feedback in relazione a questa nuova raccolta di articoli sulla psicologia nel poker. Commentate apertamente il vostro interesse o meno in modo che in futuro io possa aggiustere il tiro e darvi un prodotto sicuramente valido.
Il Tilt:
"Essere in tilt" iniziando a giocare in maniera sconsiderata e con poca attenzione al tavolo è sicuramente uno dei motivi per il quale un giocatore perde buone somme. Riuscire a gestire i nostri tilt è la via da perseguire se vogliamo giocare con disciplina e costanza puntando sempre alla vittoria. Ma quand’è che andiamo in tilt e come possiamo evitarlo, vediamone alcuni esempi.
1. Carte Dead: passano i livelli e non vediamo che scartine. Il nostro umore scende velocemente e aspettiamo la mano buona per rifarci di tutte le chips che abbiamo dovuto lasciare agli avversari. Il modo in cui si gioca dopo una lunga serie di carte tutt’altro che entusiasmanti fa spesso la differenza fra un buon giocatore di poker e gli altri. Tutti sanno giocare a poker con carte molto buone ma soltanto pochi giocatori sanno vincere con carte pessime
Il segreto è non darsi per vinti e giocare ogni mano così come la si sarebbe giocata sempre. Evitate di guardare le vostre pile di chips che stanno scendendo sempre di più e cercate di riprendere il controllo dei vostri pensieri. Se siete bravi quelle pile aumenteranno alla svelta evitate quindi di lanciarvi in All In azzardati alle prime due figure che trovate ed analizzate tutto ciò che succede al tavolo istante per istante.
2. Cattivi pensieri e ricerca della riscossa: Prima di sedervi al tavolo da poker dovreste rilassare il più possibile la vostra mente. Questioni personali, brutti pensieri e peggio ancora la ricerca della riscossa dopo una serie di perdite dovete abbandonarle non appena vi viene servita la prima mano di gioco. Se la vostra mente è occupata da pensieri e questioni non sarete in grado di analizzare al meglio il gioco e sarete soggetti probabilmente all’ennesima perdita. Liberate quindi il cervello da ogni preoccupazione e tornate a giocare solo quando siete davvero sereni.
3. Errori avversari e bad beat: le due cose sono strettamente correlate e ancor di più con esse va a braccetto la fortuna. Quante volte siete andati in tilt per un errore dell’avversario che poi al river trova la carta del miracolo che lo fa vincere? Tante sicuramente, forse anche troppe. Purtroppo queste cose accadono e possiamo farci poco o nulla se non imparare ad accettarle. Se voi avete fatto tutto correttamente nel giocare la vostra mano siate consci di aver giocato un buon poker e ciò che vi è successo è stato solamente un caso fortuito. Accettate quindi la situazione e rimettevi presto in sintonia con tavolo e giocatori, la fortuna non dura in eterno e giocare al meglio che sapete fare sarà indice di successo.
4. Zero chiacchiere e più fatti: in tanti amano mettere pressione al tavolo usando il "trash talking", ovvero quella pratica di parlare continuamente beffeggiando avversari e gioco. Evitate di cadere nelle trappole simili isolandovi nei vostri ragionamenti e fate orecchie da mercante a tutto quanto vi accade intorno. C’è chi isola ascoltando musica, chi in altri modi, insomma cercate la quiete dentro di voi e lasciate perdere le chiacchiere dei vostri avversari.
5. Monster aggressive e rock: due modi di giocare assolutamente diversi tra loro ma che spesso e volentieri mandano in tilt più giocatori di quanto si possa credere. Accettare il tipo di gioco che l’avversario mette in atto potrà facilmente risolversi in un gran numero di chips per voi. Non fatevi innervosire dai cintinui raise dei monster aggressive o dal gioco piuttosto piatto di un giocatore estremamente solido. Adattavi ad ogni giocatore come sapete e porterete le chips dalla vostra parte più facilmente di quel che potrebbe sembrare. Rilassatevi quindi e godetevi il gioco, d’altronde i vostri avversari hanno pagato il vostro stesso buy-in e voi non potrete sicuramente imporgli come giocare. Alla fine di tutto ognuno fa ciò che gli pare dei propri soldi quindi non innervositevi se vedete uno a cui piace regalarli anzi compiacetevene perchè prima o poi parte di quei soldi finiranno nelle vostre tasche.
Per oggi è tutto e con questo primo articolo inauguriamo questa nuova serie di articoli. Aspetto i vostri commenti e vi rimando alla prossima settimana.
Buon pro vi faccia e ci vediamo ai tavoli!
Fabio "CrySis" Bilotta



