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La Psicologia nel Poker: Prendere le giuste decisioni – 1^ Parte

di CrySis IP, 15.04.2010, 1415 visite, 3 commenti | Aggiungi commento

Come tutti sappiamo il poker è un gioco di informazioni e di scelte, quest’ultime strettamente correlate alle informazioni che abbiamo a riguardo il colpo che stiamo giocando e rispetto agli avversari che siamo chiamati ad affrontare. A volte però le scelte che facciamo si rivelano essere sbagliate, il che si traduce facile nel perdere soldi o chips al tavolo da gioco. Se vogliamo diventare dei giocatori vincenti dobbiamo riuscire a far si che le nostre scelte siano sempre (o nella maggioranza dei casi) quelle corrette. Attenzione però che il tutto non è da intendersi come la chiave per vincere tutti i piatti che giocheremo ma piuttosto come il modo per perdere il meno possibile. Piuttosto frequentemente infatti mi ritrovo a confrontarmi con giocatori che subito dopo l’aver accumulato grosse quantità di chips al tavolo vengono quasi in lacrime dicendomi di aver perso tutto o quasi in un colpo in cui l’avversario ha piazzato la trappola vincente nei suoi confronti.
In poche parole il giocatore di cui sopra si è lasciato coinvolgere da un giocatore su cui aveva pochissime informazioni ed ha fatto le scelte sbagliate, pregiudicando così il suo torneo e regalando le chips accumulate con fatica in un solo unico colpo all’avversario.
Sicuramente tutti siamo passati in queste situazioni quindi vediamo come fare per cercare di non ripetere i nostri errori.

Per quanto riguarda il gioco live possiamo annotarci tutto quello che riteniamo interessante su un giocatore su un piccolo blocco note o velocemente su un registratore tascabile (stile Gus Hansen per intenderci) per poi ritrascrivere il tutto in maniera ordinata una volta giunti a casa. Così facendo metteremo ordine nei nostri pensieri e rimarranno impressi più facilmente dettagli che al momento potrebbero essere sfuggiti.
Per il gioco online tutto diviene più facile grazie alla possibilità dei diversi software di gioco di prendere nota di tutti i giocatori ed anche grazie alla possibilità di rileggersi le history delle mani giocate. Tutte queste informazioni sono di facile reperimento e vi daranno un quadro piuttosto approfondito dei giocatori che vi troverete ad affrontare di volta in volta.

Le domande da porsi.

Le informazioni comunque da sole non bastano ad evitare di commettere errori ed allora iniziamo a porci le giuste domande ogni qualvolta giochiamo una mano.
Dovremmo iniziare preflop osservando ovviamente la nostra posizione e gli avversari che hanno parola prima di noi. Se per quelli che vengono dopo non ci è dato sapere come aggiranno di certo quelli che abbiamo prima ci forniscono abbastanza indizi per decidere se giocare la mano o meno. Quindi una volta spillate le carte la domanda alla quale dobbiamo dare risposta sarà: "Voglio giocare questa mano in base a ciò che i giocatori prima di me hanno fatto?". In caso la risposa sia affermativa allora iniziamo a giocare la nostra starting hand come si deve ovvero rilanciando sui bui. A meno di avere in mano AA o KK credo che nessuna altra starting hand si presti ad uno slowplay preflop quindi un nostro rilancio farà si che otteniamo informazioni sugli altri giocatori interessati alla mano ed inoltre farà un minimo di selezione dei giocatori stessi preflop.
Ci tengo a ricordare che questi sono solo consigli non regole fisse e devo essere prese sempre con lo spirito di adeguarle in ogni momento al proprio stile di gioco.
Una volta girato il flop le domande da porsi inizieranno davvero ad essere tante e facciamo qualche esempio: "Il flop ha migliorato la mia mano di partenza?", "Se sono il primo a parlare sarebbe meglio una puntata diretta o passo in modalità check-raise?", ed ancora "Ora che ho visto il flop posso affrontare un All In con buone probabilità di vittoria del colpo?".

Insomma come potete ben immaginare le domande da farsi per proseguire nel colpo sono decine e, ad ogni mossa di un altro giocatore queste tendono ad aumentare in maniera esponenziale. Per poter iniziare a prevedere l’andamento di un colpo potreste provare ad usare il metodo analitico che vi propongo, ovvero un semplice diagramma di flusso che riporti a grandi linee le varie scelte che dovrete intraprendere per giocare la mano. Un esempio è quello che vedete in figura, ovviamente è molto ridotto per fornirvi una prima base su cui costruire il vostro modello in base al vostro stile di gioco.

Come potete notare il tutto diviene un pratico esercizio mentale per focalizzare la vostra attenzione a tutto ciò che succede al tavolo. Provate ad applicarlo in partite a basso profilo per i primi tempi ed annotatevi tutto ciò che può servire per migliorare il diagramma di base. 
Per questa prima parte è tutto e vi rimando alla prossima.
Buon pro vi faccia e ci vediamo ai tavoli!

Fabio "CrySis" Bilotta

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Avviso: La redazione di IntelliPoker non è responsabile per il contenuto dei contributi. Queste sono esclusivamente le opinioni e interpretazioni dei corrispondenti autori del blog.

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